mercoledì 8 febbraio 2017

Buona Scuola e gli alunni con disabilità. Da verificare in corso.

Decreti “Buona Scuola”: si riapre il confronto. I toni decisi e le posizioni ben motivate mantenuti dalle Federazioni delle persone con disabilità (FAND e FISH) nelle audizioni presso le Commissioni Cultura e Affari sociali, chiamate ad esprimere pareri sui decreti attuativi sulla “Buona Scuola”, hanno sortito i primi effetti: si apre uno spiraglio per ridiscutere i testi.


In ordine di tempo la prima apertura proviene proprio dal Ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli che, assieme al sottosegretario Vito De Filippo, ha incontrato le delegazioni di FAND e FISH, raccogliendo le ribadite osservazioni critiche sui decreti attuativi e profilando possibili interventi correttivi.

La seconda apertura si è registrata nella giornata di ieri, nuovamente con le Commissioni Cultura (VII) e Affari sociali (XII): anche in questa sede FAND e FISH hanno avuto l’opportunità di sostenere ancora e più nel dettaglio l’esigenza di emendare i decreti sottoposti all’esame parlamentare. La disponibilità è di entrare nel merito delle singole correzioni proposte prima di chiudere i lavori e restituire il parere alla Presidenza del Consiglio.
L’impegno di FAND e FISH è quindi ora rivolto alla presentazione e al sostegno dei singoli emendamenti che non sono pochi, né marginali.

Da un lato si esprime una cauta soddisfazione per le aperture raccolte, ma si mantiene uno stato di mobilitazione fino al raggiungimento degli obiettivi che le Federazioni ritengono irrinunciabili per la reale qualità dell’inclusione scolastica degli alunni con disabilità.


Sostegno ed esami Stato I grado. Più difficile per gli studenti disabili licenziarsi

Sarà più difficile per gli studenti delle medie con disabilità superare l’esame di licenza media.

Nel testo di delega si legge che “agli alunni con disabilità per i quali sono state predisposte dalla sottocommissione prove non equipollenti a quelle ordinarie, viene rilasciato un attestato di credito formativo”.

Viene dunque abolita la possibilità agli alunni con disabilità di conseguire il diploma di licenza media sostenendo prove differenziate e introdotto il concetto di equipollenza, finora valido solo nella scuola secondaria di secondo grado, in questo modo la difficoltà è maggiore.

Le prove differenziate, nello schema del nuovo decreto, sono sì previste, ma “hanno valore ai fini del superamento dell’esame e del conseguimento del diploma finale” solo se “equipollenti a quelle ordinarie”.

In pratica le prove potranno essere differenziate solo in senso metodologico, ad esempio testi in Braille per i ciechi, e non didattico. Agli studenti con handicap verrà rilasciato un attestato che gli permetterà di frequentare la scuola secondaria di secondo grado ma senza avere alcuna chance di diplomarsi a tutti gli effetti, non potendo la programmazione procedere per obiettivi minimi: ora invece rischiano di seguire un percorso di formazione di livello inferiore.

Modificato dunque il principio del DPR 122/09, che invece vedeva l’esame di primo ciclo per i disabili come la conclusione di un percorso di formazione che l’alunno con disabilità ha seguito in modo personalizzato.

Secondo Simona Flavia Malpezzi, deputata Pd che segue le deleghe sulla scuola, “le deleghe potranno essere modificate, non sono pietre miliari: la riflessione è aperta- assicura – e sono previste audizioni di associazioni, neuropsichiatri, esperti, proprio per valutare tutti gli aspetti critici”. Aperta dunque una speranza.
Fonte: orizzontescuola.it



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