domenica 12 marzo 2017

Boom di sordi tra i giovani per i troppi decibel in cuffi

In tre anni i ragazzi con problemi di udito sono balzati dal 3% al 4,2%. Sotto accusa anche le discoteche. Le regole dell’Oms per proteggersi. «Regolando il sonoro ho rotto il ritorno dei bassi e all’improvviso ho sentito l’orecchio esplodere. In ospedale mi hanno detto che lo choc poteva essere fatale se non fossi corso subito da loro»: Franck, 25 anni.








Le soglie: sopra gli 80 decibel le nostre orecchie iniziano ad avere problemi, ma la soglia del dolore è a quota 120, per alcuni anche 150. Così spesso ci si accorge del danno quando è troppo tardi


«Quattro giorni dopo il concerto i fischi continuavano a non farmi concentrare. Sono finita in ospedale dove mi hanno diagnosticato una importante perdita dell’udito»: Leila, 16 anni. Sono i ragazzi della generazione «a tutto volume», che avanzano a grandi falcate verso la sordità. L’allarme viene dalla Francia, dalla Jna, società che fa prevenzione e informazione sui danni all’udito, ai quali oltralpe è dedicata oggi una giornata nazionale di sensibilizzazione. 

Ma il bombardamento di decibel ai quali si sottopongono i ragazzi tra Mp3, discoteche, concerti e stereo in auto con il volume a tavoletta fanno sempre più danni anche qui da noi. L’ultimo studio «Eurotrack 2015» dice che un italiano sui dieci ha problemi di udito e che tra i giovani il fenomeno è in forte aumento: il 4,2%, quasi uno su quattro dei giovani tra i 15 e i 24 anni non ci sente più bene. Solo tre anni prima erano il 3%. In pratica un aumento del 25% a stretto giro. Se poi si somma anche il 2,2% di adolescenti si arriva a circa mezzo milione di ragazzi che rischiano di girare con l’apparecchietto acustico prima di aver messo i capelli bianchi. 

Il problema è universale, anche se poi si manifesta soprattutto nei Paesi dove acquistare una cuffietta o andare in discoteca non è un lusso per pochi. A rischio per sovraesposizione ai decibel sarebbero oltre un miliardo di ragazzi, denuncia l’Oms, l’Organizzazione mondiale della sanità. Nei Paesi a medio e alto reddito la metà dei ragazzi tra i 12 e i 35 anni è inseparabile da smartphone e dispositivi musicali vari, che per di più non usa a volume di sicurezza. Un altro 40% è esposto a livelli sonori potenzialmente dannosi in locali notturni, concerti o eventi sportivi. 

Per aiutare a prevenire i danni l’Oms ha anche stilato una lista delle soglie temporali massime di esposizione a vari tipi di rumore. Tralasciando l’assordante rumore di un Jet (un secondo) o la vuvuzela simbolo dei Mondiali di calcio in Sudafrica (9 secondi) a guadagnarsi la palma dell’inascoltabilità è la musica dal vivo, che con i suoi 115 decibel non andrebbe tollerata oltre i 28 secondi. Il fatto è che sopra gli 80 decibel le nostre orecchie iniziano ad avere problemi ma la soglia del dolore è a quota 120, per alcuni anche 150, così spesso ci si accorge del danno quando è troppo tardi. 

Per risolvere il problema l’Oms consiglia di seguire la regola del 60: musica mai superiore a 60 decibel e per non più di 60 minuti al giorno. 
I francesi della Jna, nel loro opuscolo informativo, sono un po’ meno drastici e fissano la soglia di sicurezza entro gli 80 decibel, spiegando anche come regolarsi. State esagerando con il volume quando è difficile sostenere una conversazione senza gridare a un metro dal vostro interlocutore, quando con l’auto in fila e i finestrini chiusi il vicino sente ugualmente il vostro stereo, quando in treno o in metro chi vi è seduto accanto sente il vostro iPod come se fosse lui a indossare le cuffie. 

Ma a prestare attenzione dovrebbe essere anche chi la musica la emette. Spesso non è così, denuncia la Jna. Nelle discoteche e nei concerti la normativa europea fissa il limite a 105 decibel di media, 120 nei picchi. «Valori spesso superati, in particolare vicino alle casse». Anche la potenza di uscita di Mp3 e iPod non dovrebbe superare i 100 decibel, quelli più vecchi però non rispettano il limite. 
«Ma i giovani non devono rinunciare alla musica o a divertirsi con gli amici, basta qualche piccolo accorgimento», raccomanda Antonio Cesarini, presidente della Società italiana di audiologia. «Ad esempio ridurre l’uso continuativo di Mp3 o di altri riproduttori musicali a non più di due ore al giorno e quando si va in discoteca o a un concerto seguire la regola dell’in&out, prendersi una pausa di un quarto d’ora ogni 90 minuti». Le contromisure ci sono. Basta convincere i ragazzi a voler ascoltare da questo orecchio. 
Paolo Russo. Fonte: lastampa.it

Allarme sordità per la generazione delle cuffiette

ROMA – E’ in costante aumento il numero dei ragazzi che lamenta disturbi all’udito. Tutta colpa di comportamenti errati, come l’uso delle cuffiette con il volume “sparato a palla”. L’allarme arriva dalla Francia, precisamente dalla società che fa prevenzione e informazione sui danni all’udito, la Jna. A mobilitarsi sul tema anche l’Organizzazione mondiale della Sanità.

Problemi di udito attenti all’uso delle cuffiette
Cuffie e non solo. Sul banco degli imputati, nelle cause di sordità precoce, ci finiscono anche i concerti live, la musica da discoteca e quella ascoltata in macchina. Tutte situazioni dove i decibel consigliati vengono superati. Secondo uno studio, l’Eurotrack 2015, un italiano su dieci soffre di problemi di udito. Trai giovani, compresi tra i 15 e i 24 anni, il numero è di uno su quattro. In percentuale siamo al 4,2% mentre nel 2012 il dato si attestava appena al 3%. Un aumento che preoccupa le organizzazioni sanitarie di tutto il mondo, in particolare di quello cosiddetto evoluto. Quello, cioè, dove ai giovani non sono precluse apparecchiature audio, concerti e discoteche.

Problemi di udito questioni di decibel
Per capire come l’esposizione a certi suoni può danneggiare l’udito basta fare alcuni esempi. Secondo l’Oms il limite massimo dei decibel consentito per non fare danni dovrebbe essere 60. Per i francesi della Jna tollerabile anche un livello massimo di non oltre 80. Il nostro fisico accusa dolore, però, grazie ad una buona dose di tolleranza, solo quando i suoni raggiungono livelli alti, compresi tra i 120 e i 150 decibel. Quando si arriva a questo punto, ormai, è troppo tardi. Il danno è fatto. Tradurre tutti questi dati in casi concreti è facile. La musica live, ad esempio, raggiunge i 115 decibel con picchi fino a 120. La musica trasmessa attraverso le cuffie può superare tranquillamente quota 100. Se a questi decibel ci aggiungiamo il tempo di esposizione facile immaginare il danno uditivo che si può ricevere.

Problemi di udito i facili rimedi
I rimedi per non incorrere in danni permanenti all’udito sono molto semplici da seguire. Se ci si accorge che il vicino, in treno, in autobus o in ascensore, si muove al ritmo della musica che si ascolta in cuffia vuol dire che stiamo superando la soglia di tollerabilità consentita per il nostro apparato uditivo. Meglio abbassare il volume (diventa anche una questione di educazione). Se in macchina, a finestrini chiusi e nel traffico, dalla vettura al nostro fianco si girano per la musica molta alta del nostro autoradio, vuol dire che stiamo producendo un danno ai nostri padiglioni auricolari. In discoteca, poi, bisognerebbe tenersi lontani dalle casse di amplificazione, così come ai concerti live. In generale il miglior modo per salvaguardare il proprio udito è la l’interruzione periodica dell’ascolto. Per l’Oms il top dei rimedi è nel non superare mai i 60 decibel e per non più di un’ora al giorno. In alternativa, per gli appassionati delle cuffie sempre e dovunque, meglio sospendere l’ascolto per almeno 15 minuti ogni ora di musica ascoltata.

Fonte: diregiovani.it


PER SAPERE DI PIU'
La sordità giovanile

«La storia è testimonio dei tempi, luce della verità, vita della memoria, maestra della vita» (Cicerone)
«La storia non è utile perché in essa si legge il passato, ma perché vi si legge l’avvenire» (M.D’Azeglio)
«Bisogna ricordare il “passato” per costruire bene il “futuro”» (V.Ieralla)
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"Storia dei Sordi. Di Tutto e di Tutti circa il mondo della Sordità", ideato, fondato e diretto da Franco Zatini

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